Missione in Iran per Renzi. Rohani: Italia torni primo partner europeo

12 Aprile 2016
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l presidente del Consiglio Matteo Renzi è da oggi a Teheran, capitale dell’Iran, per una visita ufficiale di due giorni iniziata con una stretta di mano al presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Hassan Rohani, seguita da un colloquio nel complesso di Sadabad.

 

Nel successivo incontro con la stampa Rohani ha definito l’Italia «un amico prezioso dell'Iran anche nei momenti di difficoltà», sottolineando come sia stato il primo a viluppare rapporti con la Repubblica Islamica dell'Iran nel periodo post-sanzioni. «Prima delle sanzioni l'Italia è stato il nostro primo partner nella Ue, e vorremmo che tornasse a svolgere questo ruolo anche oggi», ha poi concluso.

Rohani: nel periodo delle sanzioni posizioni italiane le più eque
Rohani ha ricordato che «durante le sanzioni le posizioni italiane sono state le più eque nei confronti dell'Iran. Anche se l'Italia non faceva parte del gruppo 5+1, con la presenza della signora Mogherini anche l'Italia ha avuto il suo ruolo e il suo contributo ai negoziati. Con la fine delle sanzioni e l'esecuzione dell'accordo nucleare il mio primo viaggio è stato in Italia. E oggi a meno di tre mesi da quella visita a Roma abbiamo qui il presidente del Consiglio Renzi in visita a Teheran. Sia la mia visita a Roma sia la visita del presidente Renzi sono un segnale molto chiaro della volontà dei due Paesi per lo sviluppo dei rapporti economici, scientifici e culturali». Rohani ha ricordato che a gennaio in Italia «sono stati firmati 30 accordi, oggi altri 6, e l'esecuzione di questi 36 accordi potrebbe aprire una nuova strada per i nostri rapporti e per l'arrivo della tecnologia in Iran. Sono dei buoni accordi di collaborazione nei settori dei trasporti, industria, turismo, tecnologia, ma oggi dobbiamo compiere passi efficaci per rendere esecutivi questi accordi».

Renzi: stop embargo passaggio storico per la regione
Parlando con i giornalisti al termine del colloquio con il presidente Rohani, durato circa un’ora e mezzo, anche il premier Renzi ha preso spunto dalla fine delle sanzioni economiche contro Teheran («passaggio storico per tutta la regione e per tutta l'Europa») per mettere in evidenza l’importanza di accompagnare gli sforzi della comunità internazionale «dalla reciproca fiducia e dalla immediata ripartenza dei rapporti economici che sono un elemento fondamentale anch per creare fiducia nei cittadini e dare il messaggio che qualcosa di nuovo si è mosso».

Islam e Cristianesimo a favore del dialogo contro il terrorismo
Tra i temi del confronto tra il premier e il presidente Rohani anche l’atteggiamento delle grandi religioni monoteiste, contrarie al terrorismo e constantemente alla ricerca delle vie della pace e del dialogo per superarare le divisioni tra i popoli. «Le religioni monoteiste come l'Islam non c'entrano nulla con il terrorismo ma rappresentano pace, amore, amicizia e convivenza pacifica tra le persone», ha spiegato Rohani nel corso della conferena stampa congiunta. «La vicinanza in questo tra Islam e Cristianesimo e il fatto che rifiutano il terrore potrebbero comportare in futuro una collaborazione tra i due Paesi», in particolare con «maggiori consultazioni tra Italia e Iran per risolvere le situazioni in Siria, Yemen Afghanistan e Libia». D’accordo il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che riprendendo le parole di Rohani ha parlato della lotta all'estremismo e all'intolleranza come delle «priorità del nostro dialogo culturale». Occorre quindi ribadire «che le religioni monoteiste vogliono il dialogo e la pace», e dopo la ripresa delle relazioni con l'Iran «vogliamo scrivere una pagina nuova non solo nei rapporti commerciali ma anche nel dialogo e nel confronto».

Fonte:ilsole24ore

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Hooman Mirmohammad sadeghi

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