Macroeconomia iraniana

07 Novembre 2015
L’economia dell’Iran è classificata tra le prime 20 economie mondiali ed è caratterizzata da una presenza diretta e indiretta dello stato. Un numero crescente di PMI, petrolio e gas come principali forze martrice dell'economia . Il settore energetico domina l'80% delle esportazioni del paese e rappresenza circa il 65% delle entrate pubbliche. Le oscilazioni del prezzo del petrolio influenzano negativamente l'economia del paese.
l'Iran possiede l'11% delle riserve mondiali del petrolio La stragrande maggioranza delle riserve iraniane è situata nei giganteschi campi petroliferi della provincia del Khusestan,nel sudest del paese,vicino al confine con l'Iraq, il terzo produttore nell' OPEC. A  Dicembre 2016 secondo quest'organizzazione la produzione iraniana del petrolio era pari al 3,720 milioni di b/g. Secondo le stime della Banca Mondiale la produzione di petrolio iraniano raggiungerà i 4,2 milioni di barili/giorno nel 2017.
 
 
Fonte: ICE
 
 
 
Invece per quanto riguarda il Gas, il paese occupa il secondo posto al mondo per le sue riserve del Gas che sono pari al 18% nel 2014. La sua produzione ha superato i 212 miliardi di metri cubi. In seguito all'embargo, l'Iran è potuto esportare solo 8 miliardi e 360 milioni di metri cubi.
Nonostante che l'Iran è il quarto produttore mondiale del petrolo comunque è costretto ad importare il 40% del fabbisogno della benzina per cui,  l'Iran è il secondo importatore di benzina raffinata al mondo. Questo perchè non possiede sufficienti capacità per la raffinazione del greggio. La capacità di raffinazione giornaliera del petrolio si aggira intorno ad 1.5 milioni di barile al giorno.

Il PIL iraniano nel 2014 ammontava (secondo IMF) ai 404 miliardi di dollari (dopo l’Arabia Saudita). Negli ultimi anni la presenza delle sanzioni ha influenzato pesantamente l'economia del paese in modo tale che nel 2012, il PIL dell'Iran era pari al -6.9%. L'andamento negativo dell'economia continua in misura più contenuta anche nel 2013. In ques'anno, il PIL era pari al -1.9% poi dal 2013 le negoziazioni sul programma nucleare hanno cominciato a dare dei frutti.  L'acccordo di Ginevra ha favorito un alleggerimento dell'embargo e quindi finalmente nel 2014, dopo due anni del segno negativo, avviene una crescita economica del + 4.3%.

Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale (IMF), il PIL del paese, nel 2015 è stato pari ai 393,7 miliardi di dollari con una crescita dello+ 0.5%. Tuttavia, La sospensione delle sanzioni dovrebbe contribuire a migliorare le condizioni per lo svolgimento di attività commerciali e per gli investimenti e di conseguenza generare miglioramenti e crescita nei settori non strettamente legati a quello petrolifero. Si prevede inoltre un aumento dei consumi che trainerebbe ulteriormente il trend positivo.

Quest'istituto internazionale nelle sue ultime stime rilasciate ad ottobre 2016, ha previsto una crescita del PIL reale Iraniano per l'anno 2016 al 4,5% . Il Fondo Monetario Internazionale(IMF), per l'anno 2017 prevede una crescita reale del 4,1% per l'economia Iraniana purché le decisioni inaspettate del Trump non influenzino negativamente questa previsione.

Secondo la Banca Mondiale, nel 2014 la composizione del PIL dell'Iran era come segue:

Fonte: Banca Mondiale

 

Nonostante l'embargo, l'Iran ha continuato ad avere i rapporti commerciali con il mondo. Negli ultimi anni i rapporti comemrciali UE- IRAN ha registrato un calo mentre nel 2005 l'Unione Europea rappresentava oltre il 40% dell'importazione del paese. Nel corso degli ultimi 10 anni dell'embargo ,la UE ha perso il suo peso a favore dei paesi come  la Cina e Turchia , Emirati Arabi , India e Corea del sud. Tra i paesi UE, la Germania e l'Italia sono gli unici paesi che hanno resistito nella graduatoria dei principali partner dell'Iran.

 

 

 Fonte: ICE

 

Nel 2015, nella classifica delle maggiori economie mondiali, l'Iran si trovava tra le prime venti. Ciò esprime la maggiore appetibilità del mercato iraniano per le aziende italiane visto soprattutto la lunga storia delle relazioni di amicizia e commerciali consolidate tra i due paesi.
Nel corso dell'anno solare iraniano, 1394 (21 marzo 2015 – 20 marzo 2016), secondo i dati pubblicati dall'Ufficio delle Dogane Iraniane, il totale delle importazioni era pari ai 41,499 miliardi di dollari invece nello stesso periodo le esportazioni del paese hanno raggiunto i 42,415 miliardi di dollari.

Il seguente grafico mostra la composizione dell'importazione iraniana relativa all'anno 1395 (21 marzo 2016 – 20 marzo 2017):

 

 

Per quanto riguarda l'interscambio con UE, nel periodo tra 21 marzo 2015 – 20 marzo 2016, il totale delle esportazioni dei paesi membri verso l'Iran è stato pari ai 6.229 miliardi di dollari di cui la quota d'Italia come il secondo partner commerciale europeo dell'Iran era uguale ai 907 milioni di dollari. Come si osserva dal grafico seguente tale importo è pari al 2,2% dell'importazione del paese.

 

Invece nello stesso periodo, le importazioni UE – 28 paesi- dall'Iran, sono state pari ai 1.590 miliardi di dollari dove l'Italia ha importato beni e servizi per un ammontare pari ai 775 (mln di $). Storicamente tra l'Italia e l'Iran intercorrono buone relazioni diplomatiche ed altrettanto economiche in quanto tra i paesi UE, l'Italia è il secondo partner commerciale dell'Iran dopo la Germania.
Secondo i dati riportati dalla Camera di Commercio, Industria, Miniere e Agricoltura dell'Iran nel primo trimestre dell'anno solare iraniano 1395 (21 marzo 2016 – 20 giugno 2016), le importazioni dell'Iran dall'Italia erano pari ai 221,858,52 milioni di dollari invece le sue esportazioni verso l'Italia ammontavano ai 167,234,984 milioni di dollari.

 Gli analisti internazionali sottolineano la necessità di promuovere riforme economiche in grado di contenere spinte inflazionistiche, in particolare riducendo il livello della spesa pubblica e favorendo l'apprezzamento nominale del tasso di cambio. Le riforme fiscali sono necessarie per aumentare la capacità del paese di far fronte ad un eventuale calo dei prezzi del petrolio.

L’Iran può essere destinatario di export e investimenti da parte di numerose aziende estere e per questo motivo, dopo l’accordo di Losana, si sta realizzando quasi una sorta di competizione tra i Paesi europei proprio al fine di riprendere l’interscambio con l’Iran.


 

 

Hooman Mirmohammad sadeghi

Business Development Consultant For Iran & Italy

  

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