un accordo storico

Dal 2002 la questione del nucleare iraniano è stato al centro dell’attenzione di comunità internazionale e dal 2006 l’Iran ha dovuto fare i conti con le crescenti sanzioni internazionali.

 

Oggi dopo mesi e mesi di trattative finalmente l’Iran e i paesi del gruppo 5+1 hanno raggiunto un accordo storico che apre nuovi scenari per tutte e due parti.


Sicuramente per conoscere il dettaglio e la modalità con cui questo accordo sarà implementato e la data in cui entrerà in vigore dobbiamo attendere ancora un po’, però una cosa è certa quest’intesa crea gli effetti politici e economici da non sottovalutare.


Intanto si può prevedere un impatto positivo di accordo sul settore energetico dell’Iran, in particolare nella sezione petrolio e gas dove negli ultimi anni, hanno sentito pesantemente il peso delle sanzioni. Per questi settori si aspettano un maggiore investimento da parte il governo e non solo, ritorno i giganti petroliferi per accelerare il ritorno del paese sul mercato petrolifero mondiale. Inoltre l’Iran intende riacquistare il suo ruolo centrale nell’OPEC ed influenzare positivamente (ovviamente al suo favore) il prezzo del petrolio.


L’altro effetto positivo sarebbe sul settore bancario iraniano, negli ultimi anni con il congelamento i servizi di SWIFT (acronimo della società belga Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) praticamente le banche e istituti di credito iraniano sono stati esclusi dal sistema bancario internazionale, di conseguenza le società iraniane e straniere avevano grossi problemi per la transazione bancarie e finanziarie. La presenza di questo problema, scoraggiava le società straniere per intraprendere i rapporti commerciali con questo paese e dall’altra parte gli iraniani per loro esigenze dovevano utilizzare i canali non ufficiali di transazione finanziarie accettando i loro costi elevati e i loro rischi.


Naturalmente ci dovrebbe essere un grande l’apertura del mercato iraniano che crea le nuove opportunità di business per le società straniere e ovviamente per le aziende italiane. Gli esperti dell’economia iraniana sostengono che per avere una crescita sostenibile, l’Iran ha bisogno di nuovi investimenti e le nuove tecnologie nei diversi settori della sua economia.


Però è opportuno segnalare che negli anni dell’embargo, il mercato dell’Iran è devastato dai prodotti cinesi e turchi. Quindi i prodotti italiani devono fare concorrenza con Made in China e Turchia oppure per dirlo meglio devono combattere la cultura dell’utilizzo di questi prodotti.


Comunque, si consiglia prima di prendere qualsiasi decisione, analizzare bene il vostro settore di riferimento e valutare bene la strategia d’ingresso in questo grande paese.

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